Domenica 23 settembre 2007
al termine della celebrazione per l’ingresso canonico
Saluto e primo messaggio di don Fabio
1. In primo luogo, adoro la Provvidenza di Dio che mi riconduce qui dove è sbocciata la mia vocazione. Non nascondo un po’ di trepidazione, ma mi rassicura il pensiero che in questa nomina non c’è stato nulla di mio. E’ stata solo iniziativa e volontà dell’Arcivescovo, e questo mi rende sereno e fiducioso nell’aiuto di Dio.
Entro in questa chiesa madre e penso ai tanti sacerdoti che qui hanno servito il Signore. Tra tutti, il pensiero va a due in modo particolare: l’arciprete Rosato, a cui io per primo e tutti noi dobbiamo tanta riconoscenza, e l’arciprete Passante, che - come sappiamo - ha segnato in modo profondo la storia religiosa del nostro popolo.
Saluto il Sig. Sindaco, avv. Antonello Trizza , e con lui le altre autorità intervenute : la vostra presenza è gentilezza verso di me, ma è soprattutto il segno di quell’armonia fra le istituzioni, che diventa armonia anche per la gente.
Sono toccato dalla vicinanza dei parroci di S.Vito e degli altri sacerdoti, che sono qui pur essendo domenica. Questo gesto di fraternità e di amicizia mi è particolarmente caro, e ve ne sono grato !
2. Tra i presenti ho visto una numerosa rappresentanza di Guagnano. Siete venuti per dirmi ancora una volta il vostro affetto. Me ne avete dato tanti segni in questi giorni in chiesa, a scuola, sul Comune, per le strade…. Non riesco ad esprimervi tutta la mia gratitudine. Ho amato molto il Seminario, dove ho svolto il mio primo ministero da sacerdote. L’ho amato molto. Ma ancora di più - ancora di più - ho sentito crescere l’amore per la parrocchia che mi è stata affidata in questi 12 anni. Non potrò dimenticare Guagnano e tutto ciò che significa nella mia vita.
3. Voi comprendete, cari Sanvitesi, i miei sentimenti in questo momento. Ma ora il Vescovo mi chiama qui, ed io intendo dedicarmi a questo nuovo servizio di buon animo, con il cuore sereno, disponibile a fare umilmente la mia parte per questa comunità. Molti di voi mi hanno visto crescere. Mi ha sempre accompagnato l’amore per le mie radici. Ora ritorno fra voi. Porto con me quello che lungo la strada mi è stato donato. Vengo forse con un pizzico di maturità in più per distinguere ciò che è essenziale e ciò che è secondario in tante nostre cose.
Poco fa ho recitato il Credo davanti a voi e insieme a voi. Non era solo un atto richiesto per l’insediamento canonico. Non era solo una formalità di prammatica. Quel Credo dà senso a tutto il resto. Sento che solo lì è la nostra forza e la nostra gioia. E così vogliamo camminare insieme, nel nome del Signore.